I monti La Bernadia propriamente detti costituiscono il massiccio carbonatico posto alle spalle di Tarcento e Nimis, delimitato a occidente dall'incisione del T. Torre, mentre ad oriente dalla stretta valle del T. Cornappo. Il limite geologico meridionale è di tipo tettonico e conferisce al massiccio l'aspetto di "contrafforte calcareo" facilmente riconoscibile raggiungendo quest'area da Nimis; anche il limite verso nord è di tipo tettonico con il contatto fra terreni eocenici e triassici lungo la linea in passato definita piega-faglia periadriatica.
La diversa natura delle rocce e la variabile giacitura degli strati hanno determinato lo sviluppo di una morfologia molto differenziata. Nei calcari della Bernadia le incisioni fluviali hanno originato versanti molto acclivi ed irregolari, caratterizzati da notevoli rotture di pendenza, mentre la sommità del rilievo, modellata dai fenomeni carsici, è conformata ad altopiano.
Nel Flysch a facies marnoso-arenacea i versanti degradano uniformemente, con brevi spianate e modeste rotture di pendenza in corrispondenza dell' affiorare di banchi calcarenitici di limitata potenza.
L'idrografia di superficie è influenzata fortemente, oltre che dal regime delle precipitazioni, dalla situazione geologica e tettonica che si ripercuote nei processi di erosione, di degrado ed accumulo dei sedimenti, di dissoluzione, portando allo sviluppo di paesaggi diversi. Nei bacini caratterizzati dalla presenza di rocce flyschoidi, in prevalenza impermeabili e molto erodibili, il reticolo idrografico è di tipo dendritico, con un elevato numero d'ordine e alta densità di drenaggio rispetto ai bacini del settore calcareo permeabili per fessurazione e carsismo, caratterizzati da valli mal definite e discontinue, talvolta senza scolo superficiale per assorbimento da parte di doline e fessure incarsite.
Anche lo sviluppo del carsismo superficiale ed ipogeo si è differenziato in funzione prevalentemente della situazione litologica.
Nelle rocce carbonatiche mesozoiche (settore centrale e meridionale) la rete di fratture di tensione ad andamento prevalentemente verticale è stata marcata ed esasperata da processi carsici sia epigei (campi solcati, doline, inghiottitoi) che ipogei (pozzi a prevalente sviluppo verticale; Abisso di Vigant, Grotta Elicottero, Pozzo di Tamar). Assai modeste le cavità a sviluppo orizzontale, la maggior parte ubicate alla base del massiccio e costituenti delle risorgive del sovrastante altopiano (Grotta di Vedronza, Grotta Pre Oreak, Grotta di Crosis).
Nelle rocce del Flysch invece, per la composizione delle rocce e per la giacitura generalmente monoclinalica degli strati rocciosi, è presente un carsismo poco marcato in superficie (solo in corrispondenza dell' affioramento dei banchi calcarei), ma estremamente esteso e complesso nel sottosuolo, con cavità che si sviluppano al contatto dei due tipi litologici (Grotta Nuova, Grotta Feruglio) o all'interno del banco calcareo (Grotta Doviza). Sono senz'altro quest'ultime condizioni che rendono le grotte del Bernadia interessanti per unicità, caratteristiche e complessità.
Questi monti sono stati fin dalla fine del secolo scorso meta di importanti ricerche speleologiche; l'interesse geologico e naturalistico, la breve distanza dal capoluogo friulano e la morfologia particolare delle cavità richiamarono l' attenzione di numerosi studiosi i quali, oltre a meglio delineare gli aspetti geologici del territorio, esplorarono e rilevarono alcune fra le più estese cavità regionali allora scoperte. L' ampiezza del fenomeno carsico in quest'area può essere meglio compreso nelle oltre 160 cavità esplorate e nei 13 chilometri di gallerie che si estendono nel sottosuolo nei dintorni del solo abitato di Villanova delle Grotte.
Fra tutte queste grotte, poche sono però quelle che possono essere visitate senza l'ausilio di una guida e delle adeguate attrezzature speleologiche, poiché sono in genere strette gallerie talvolta con percorsi labirintici ed occupate dall'acqua o cavità ad andamento verticale con pozzi che raggiungono anche il centinaio di metri di sviluppo. La sola attualmente attrezzata per la visita turistica, con percorsi strutturati su diversi gradi di difficoltà, è la Grotta Nuova di Villanova.
Descriveremo, per le principali cavità, le caratteristiche geologiche iniziando dall'area di Villanova delle Grotte , soffermandoci in particolare sulla Grotta Nuova, per meglio evidenziare le caratteristiche di queste cavità che si sviluppano in rocce non carsificabili.
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