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Fra le più importanti scoperte speleologiche sui monti Bernadia degli ultimi anni, si colloca l'esplorazione di un vasto sistema di gallerie denominato grotta Egidio Feruglìo. La scoperta di questa cavità avvenne casualmente nel dicembre 1982 a poche centinaia di metri dalla grotta Nuova, della quale ne riproduce la morfologia. La grotta è costituita da oltre 3000 metri di gallerie e cunicoli di varie dimensioni ad andamento piuttosto complesso; esse sono disposte su quattro diversi livelli, collegate da brevi salti ed intervallate da vaste sale anche di notevole bellezza, come la "seconda grande sala" posta al termine della galleria iniziale, lunga circa 35 metri ed alta otto metri, dal cui fondo tra massi di crollo si ergono poderose quanto esili stalagmiti, alcune delle quali si fondono con le numerose stalattiti che pendono dalla volta in un unico e magnifico gruppo di concrezionamento. Le gallerie principali, scavate al contatto fra la breccia calcarea ed il sottostante Flysch, si sviluppano prevalentemente da sud verso nord e sono percorse da una circolazione idrica piuttosto costante che si fa più copiosa nei giorni piovosi. La bellezza delle sue sale, l'integrità degli ambienti e la loro breve distanza dalla superficie ne fanno una grotta molto interessante dal punto di vista speleologico. La grotta si apre nel "banco della Grotta Nuova", per svilupparsi poi con molta probabilità, all'interno del "banco della Doviza". Il passaggio fra i due banchi avviene per eliminazione tettonica dell'intervallo delle rocce marnoso-arenacee lungo la galleria iniziale. Parallelamente al ramo principale si sviluppano una serie di gallerie che costituiscono la "nuova Feruglio"; esplorate nel 1984 in seguito alla disostruzione di una condotta allagata, costituiscono un sistema apparentemente indipendente, rappresentato da una galleria molto ampia intervallata da vaste sale concrezionate, come ad esempio il "terzo salone" che presenta imponenti fenomeni di concrezionamento. La disostruzione di un inghiottitoio permette attualmente di raggiungere direttamente, mediante la discesa di un pozzo di circa 30 m, le nuove gallerie e di percorrere l'intero sistema carsico. Negli ultimi anni nuove esplorazioni hanno permesso di scoprire altre gallerie e meandri. Ora la Grotta Feruglio potrebbe raggiungere i 6000 metri di sviluppo. Dal punto di vista idrologico la circolazione idrica lungo le gallerie è più complessa rispetto alla Grotta Nuova, con diversi collettori principali, talvolta fra loro comunicanti. Il bacino di raccolta è rappresentato dalle numerose doline presenti a sud dell'ingresso e da quelle che bordano la base occidentale dei monti Lanta e Pouiac. Purtroppo anche queste acque, come quasi la totalità di quelle che scorrono nelle cavità della zona, risultano inquinate da detersivi e da rifiuti solidi, che le acque dilavano e trasportano dalle diverse doline utilizzate come discariche. |